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Un’Italia più competitiva con rinnovabili, accumuli e regole stabili

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IT La Calce Mesagne

Nadara è tra i firmatari della seguente lettera aperta, pubblicata sulla stampa nazionale italiana (Il Sole 24 Ore, Corriere della Sera), che chiede un'Italia più competitiva e sicura dal punto di vista energetico.

Insieme ai principali investitori e ai produttori di energia indipendenti attivi nel settore delle energie rinnovabili e dell'accumulo, esortiamo il Governo ad adottare misure stabili, a lungo termine e basate sul mercato che accelerino la diffusione delle energie rinnovabili, rafforzino la capacità di accumulo e garantiscano certezza normativa.

Riteniamo che la riduzione strutturale dei costi energetici, il miglioramento della competitività industriale e il rafforzamento dell'indipendenza energetica nazionale possano essere conseguiti solo attraverso un quadro politico chiaro e coerente, allineato agli obiettivi climatici ed energetici dell'Italia.

Un’Italia più competitiva con rinnovabili, accumuli e regole stabili

Il costo dell’energia in Italia è troppo elevato.

Il recente Decreto Energia (c.d. DL Bollette) cerca di affrontare questo problema con interventi specifici come la misura sull’ETS (Sistema di Scambio delle Quote di Emissione), orientata a contenere il costo dell’elettricità attraverso il meccanismo di formazione del prezzo marginale. Tuttavia, non interviene su fattori strutturali come l’eccesiva dipendenza dalla generazione da fonti fossili, il cui approvvigionamento, prevalentemente importato, espone il Paese a forti fluttuazioni di prezzo e a rischi per la sicurezza energetica.

Le aziende firmatarie di questa lettera rappresentano investitori nazionali ed internazionali e produttori indipendenti di energia elettrica impegnati nello sviluppo di nuova capacità rinnovabile e di stoccaggio in Italia. Il loro operato rappresenta la soluzione alla riduzione strutturale dei costi dell’energia a lungo termine, come evidenziato dai risultati delle recenti aste FER e MACSE, in cui il prezzo medio di aggiudicazione è risultato meno della metà di quello di mercato e dove gli operatori indipendenti hanno ottenuto la quota prevalente delle assegnazioni. Queste assegnazioni attivano nuovi investimenti che rafforzano l’indipendenza energetica del Paese, sostenendo al contempo una forte filiera industriale nazionale ed europea.

Oggi, alcune misure di breve periodo previste nel suddetto Decreto Bollette indeboliranno la fiducia degli investitori, rallentando lo sviluppo di nuovi investimenti e frenando il conseguente abbassamento dei prezzi dell’energia. Le aziende firmatarie chiedono quindi al Governo – in particolare a MASE, MIMIT e Presidenza del Consiglio – un indirizzo chiaro e coordinato per sostenere la crescita sostenibile del sistema elettrico anche dal punto di vista economico.

Le nostre proposte per un’Italia più competitiva:

1. Aste FER e BESS pianificate e coerenti con il PNIEC e PNRR

Le rinnovabili e lo stoccaggio sono tecnologie mature e rappresentano già oggi la soluzione più economica per la produzione di energia elettrica: le recenti aste lo confermano. Ma per attrarre gli ingenti capitali privati necessari alla transizione energetica serve un quadro regolatorio stabile, di lungo termine, prevedibile e coerente con gli obiettivi del PNIEC e PNRR.

La definizione immediata di un calendario pluriennale e stabile, con volumi e date definite delle gare per rinnovabili e sistemi di accumulo, è essenziale per pianificare, mobilitare investimenti e garantire prezzi competitivi per imprese e famiglie.

Le ultime gare dimostrano inoltre che la competizione tra progetti è un fattore chiave per ridurre i prezzi di aggiudicazione. Per questo, la certezza normativa e la celerità nel permitting e nell’accesso alle reti diventano fondamentali per assicurare prezzi più bassi.

2. Estendere il MACSE all’intero territorio nazionale e favorire una reale concorrenza nei sistemi di accumulo

Per sviluppare capacità di accumulo in  tutto il Paese, è necessario che le prossime aste MACSE siano effettivamente contendibili e, laddove possibile, estese all’intero territorio nazionale – comprese le Regioni del Nord Italia – introducendo meccanismi che assicurino pari opportunità ai nuovi operatori.

Questo è particolarmente rilevante nel momento in cui la norma sull’ETS contenuta nel decreto riduce significativamente i ricavi sul mercato spot, rendendo ancora più importante sostenere lo sviluppo degli accumuli attraverso meccanismi di aste competitive.

Inoltre, le nuove regole proposte da Terna per il Capacity Market, attraverso la definizione dei coefficienti di derating, favoriscono gli impianti a gas rispetto agli accumuli, contravvenendo al principio della neutralità tecnologica.

3. PPA di mercato, accessibili a tutte le imprese italiane

Il PPA, ovvero la contrattazione di lungo periodo, è uno strumento bilaterale e flessibile fondamentale per promuovere lo sviluppo delle rinnovabili e per governare la volatilità dei prezzi dell'energia.

Per rendere accessibili alle imprese, incluse le PMI i benefici dei PPA, è necessario sviluppare una cultura d’acquisto energetico evoluta. La regolamentazione dovrebbe favorire i consorzi d’acquisto, senza imporre obblighi, ma prevedendo la possibilità che il GSE faciliti l’accesso delle PMI a questo strumento, consentendone la partecipazione come domanda aggiuntiva alle stesse gare.

In questo contesto, il ruolo del GSE come garante di ultima istanza rafforzerebbe la bancabilità dei progetti, aumentando la fiducia degli investitori e favorendo ulteriori investimenti nelle rinnovabili.

4. Evitare distorsioni del meccanismo ETS che penalizzano i consumatori di energie rinnovabili

Condividiamo l’intenzione dell’azione Governativa per migliorare l’efficienza complessiva del mercato, anche attraverso un intervento sul meccanismo ETS volto a ridurre l’impatto del costo della CO2 sui prezzi dell’energia e a correggere alcune distorsioni del meccanismo di formazione del prezzo marginale, che non portano alcun beneficio agli impianti di nuova costruzione. Tuttavia, la misura attualmente prevista rischia di redistribuire il costo dell’ETS in modo indistinto su tutti i consumatori finali, inclusi quelli che hanno già scelto di approvvigionarsi tramite forniture da fonti rinnovabili.

Riteniamo che il costo dell’ETS debba invece essere allocato in modo proporzionale al contenuto emissivo effettivo di ciascuna fornitura energetica, riflettendo il reale impatto ambientale delle diverse fonti. Questo renderebbe l’energia rinnovabile più attraente e l’allocazione dell’ETS più aderente ai costi effettivi, sottolineando il vantaggio competitivo delle forniture pulite e stimolando ulteriormente la diffusione di contratti di lungo termine da fonti rinnovabili, inclusi i PPA. Ciò andrebbe a favore della riduzione strutturale dei costi energetici, stimolando la domanda elettrica e l’elettrificazione dei consumi, con conseguente impulso alla competitività del sistema industriale e alla indipendenza energetica nazionale.

Un impegno per il Paese

I prezzi elevati dell’energia elettrica in Italia derivano principalmente dalla forte dipendenza dalla generazione da fonti fossili e dall’elevato peso fiscale che grava sulle bollette di famiglie e imprese.

La soluzione per ridurre in modo strutturale il costo dell’energia e rafforzare la sovranità energetica sono le rinnovabili e gli accumuli, non l’aumento dell’utilizzo di gas, che espone il Paese ancora di più alla volatilità del mercato e alla dipendenza da paesi terzi.

È possibile coniugare riduzione del costo dell’energia elettrica, stabilità dei prezzi per famiglie e imprese Italiane e sicurezza energetica del Paese attraverso un’azione complementare al Decreto Bollette, in linea con i punti sopra esposti.

Gli operatori privati e i loro azionisti sono pronti a sostenere investimenti rilevanti in nuova capacità rinnovabile e di accumulo a fronte di regole certe, durature e coerenti. Gli investitori nelle nuove rinnovabili non cercano rendite né prezzi elevati: chiedono però condizioni chiare e certe che consentano di salvaguardare gli investimenti sostenuti sino ad oggi  permettano di continuare ad investire per ridurre strutturalmente il costo dell’energia di domani.

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English version

Nadara is among the signatories of the following open letter, published in the Italian national press (Il Sole 24 Ore, Corriere della Sera), calling for a more competitive and energy-secure Italy.

Together with leading investors and independent power producers active in renewable energy and storage, we urge the Government to adopt stable, long-term, and market-based measures that accelerate the deployment of renewables, strengthen storage capacity, and provide regulatory certainty.

We believe that structurally lowering energy costs, enhancing industrial competitiveness, and reinforcing national energy independence can only be achieved through a clear and consistent policy framework aligned with Italy’s climate and energy objectives.

A more competitive Italy with renewables, storage, and stable rules

The cost of energy in Italy is too high. 

The recent Energy Decree (the so-called ‘Bill Decree’1) seeks to address this problem with specific interventions such as the measure on the ETS (Emissions Trading System), aimed at containing the cost of electricity through the marginal pricing mechanism. However, it does not address structural factors such as excessive dependence on fossil fuel generation, whose supply, predominantly imported, exposes the country to strong price fluctuations and energy security risks.

The signatories of this letter represent national and international investors and independent electricity producers committed to developing new renewable energy and storage capacity in Italy. Their work represents the solution to the long-term structural reduction of energy costs, as evidenced by the results of the recent FER2 and MACSE3 auctions, in which the average auction price was less than half the market price and where independent operators obtained the majority of the allocations. These allocations trigger new investments that strengthen the country's energy independence, while supporting a strong national and European industrial sector.

Today, some short-term measures envisaged in the aforementioned ‘Bill Decree’ will weaken investor confidence, slowing the development of new investments and halting the resulting decline in energy prices. The signatory companies therefore ask the Government – particularly MASE4, MIMIT5, and the Presidency of the Council of Ministers – for clear and coordinated guidance to support the sustainable growth of the electricity system, including from an economic perspective.

Our proposals for a more competitive Italy:

1. FER and BESS6 auctions planned and consistent with the PNIEC7 and PNRR8

Renewables and storage are mature technologies and already represent the most economical solution for electricity generation: recent auctions confirm this. But to attract the enormous private capital needed for the energy transition, a stable, long-term, predictable regulatory framework is needed that is consistent with the PNIEC and PNRR objectives.

The immediate definition of a stable, multi-year calendar, with defined volumes and dates for tenders for renewables and storage systems, is essential for planning, mobilising investments, and ensuring competitive prices for businesses and households.

The latest tenders also demonstrate that competition between projects is a key factor for reducing award prices. Therefore, regulatory certainty and speed in permitting and grid access become fundamental to ensuring lower prices.

2. Extend the MACSE to the entire country and foster real competition in storage systems

To develop storage capacity throughout the country, it is necessary that the upcoming MACSE auctions be effectively contestable and, where possible, extended to the entire country – including the regions of Northern Italy – introducing mechanisms that ensure equal opportunities for new operators.

This is particularly relevant at a time when the ETS regulation contained in the decree significantly reduces revenues on the spot market, making it even more important to support the development of storage through competitive auction mechanisms.

Furthermore, the new rules proposed by Terna for the Capacity Market, through the definition of derating coefficients, favour gas-fired plants over storage, violating the principle of technological neutrality.

3. Market-based PPAs9, accessible to all Italian companies

PPAs, or long-term contracts, are a bilateral and flexible instrument essential for promoting the development of renewables and managing the volatility of energy prices.

To make the benefits of PPAs accessible to businesses, including SMEs, it is necessary to develop an advanced energy purchasing culture.

Regulations should favour purchasing consortia, without imposing obligations, but by providing for the possibility for the GSE10 to facilitate SMEs' access to this instrument, allowing them to participate as an additional request in the same tenders.

In this context, the role of the GSE as last resort guarantor would strengthen the bankability of projects, increasing investor confidence and encouraging further investments in renewables.

4. Avoid distortions of the ETS mechanism that penalize consumers of renewable energy

We support the government's intention to improve the overall efficiency of the market, including through an intervention on the ETS mechanism aimed at reducing the impact of the cost of CO2 on energy prices and correcting some distortions in the marginal price formation mechanism, which do not benefit newly built plants. However, the currently envisaged measure risks redistributing the cost of the ETS indiscriminately across all end consumers, including those who have already chosen to obtain supplies from renewable sources.

We believe that the cost of the ETS should instead be allocated proportionally to the actual emissions content of each energy supply, reflecting the true environmental impact of the various sources. This would make renewable energy more attractive and ETS allocation more cost-effective, underscoring the competitive advantage of clean supplies and further encouraging the spread of long-term contracts from renewable sources, including PPAs. This would contribute to the structural reduction of energy costs, stimulating electricity demand and the electrification of consumption, with a consequent boost to the competitiveness of the industrial system and national energy independence.

A commitment to the country

High electricity prices in Italy are mainly due to the heavy dependence on fossil fuel generation and the high tax burden on household and business bills.

The solution to structurally reduce energy costs and strengthen energy sovereignty lies in renewables and storage, not in increasing gas use, which exposes the country even more to market volatility and dependence on third-party suppliers.

It is possible to combine a reduction in electricity costs, price stability for Italian households and businesses, and the country's energy security through action complementary to the ‘Bill Decree’, in line with the points set out above.

Private operators and their shareholders are ready to support significant investments in new renewable and storage capacity, provided that certain, long-lasting, and consistent rules are in place. Investors in new renewables aren't looking for returns or high prices: they are, however, demanding clear and certain conditions that will allow them to safeguard the investments made to date and permit them to continue investing to structurally reduce the cost of tomorrow's energy.

Notes

  1. DL Bollette
  2. Fonti Energetiche Rinnovabili: Renewable Energy Sources
  3. Meccanismo di Approvvigionamento di Capacità di Stoccaggio Elettrico: Electricity Storage Capacity Procurement Mechanism
  4. Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica: Ministry of the Environment and Energy Security
  5. Ministero delle Imprese e del Made in Italy: Ministry of Enterprises and Made in Italy
  6. Battery Energy Storage Systems
  7. Piano Nazionale Integrato per l'Energia e il Clima: Integrated National Energy and Climate Plan
  8. Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza: National Recovery and Resilience Plan
  9. Power Purchase Agreements
  10. Gestore dei Servizi Energetici: the state-owned company responsible for promoting and supporting renewable energy sources and energy efficiency in Italy


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